Recentemente mi capita di confrontarmi spesso con persone che fanno lavori creativi (o più in generale d'intelletto) che mi pongono questo quesito:
"ma come faccio a non far capire che uso ChatGPT per le mie cose?"
Ok, la questione è seria. Se la gente si fa sta domanda significa che non sta capendo l'importanza di ciò che sta succedendo e l'impatto che l'IA avrà sulle nostre vite e il nostro lavoro.
Non devi cercare di nascondere l'uso dell'IA nel tuo lavoro. Devi fare il contrario: renderlo esplicito. Dirlo senza paura e senza filtri.
E sai perché?
Perché non è quella la parte importante del tuo lavoro. Non è nel blog post che hai scritto, nella relazione che hai prodotto, le slide che hai montato, il report che hai stilato.
La parte importante è quello che ci hai messo di tuo.
È più che naturale che la base sia fatta dall'IA (staresti sprecando un'opportunità in caso contrario), ma poi dopo come hai personalizzato il tutto?
Sono anni che ribadisco "non devi essere l'unico a parlare di qualcosa, ma devi parlare di qualcosa in modo unico". Lo dico da prima dell'IA, ma ora è ancora più importante.
Questa unicità è nel tuo percorso, nel tuo storico. L'università che hai frequentato, i lavori che hai fatto, le lezioni che hai appreso, i libri che hai letto, le persone che hai incontrato. Tutto ciò deve essere presente in ogni cosa che fai.
Ecco dov'è il tuo vero valore. Oggi più che mai.
Ne ho parlato in modo approfondito insieme al filosofo
Armando Bisogno, che ha un altro paio di dritte da darti niente male.